Ogni persona possiede in media 168 account online. Senza un piano, foto, criptovalute, risparmi digitali e messaggi privati rischiano di sparire per sempre o diventare inaccessibili agli eredi.
Per patrimonio digitale si intende l'insieme di tutti i beni, account, dati e diritti che una persona gestisce online e che hanno valore — economico, affettivo o pratico.
La categoria è più ampia di quanto si pensi. Non si tratta solo di criptovalute o conti PayPal, ma anche di archivi fotografici su iCloud, librerie musicali su Spotify, domini web, canali YouTube monetizzati, licenze software, abbonamenti prepagati, account di gaming con oggetti virtuali acquistati, email aziendali e anni di corrispondenza personale.
Il Consiglio Nazionale del Notariato italiano, nel suo Decalogo 2025, invita esplicitamente i cittadini a redigere un inventario dei propri beni digitali e a pianificarne la successione esattamente come si fa per un immobile o un conto corrente.
Questo è ciò che recuperano spesso gli eredi di chi non ha pianificato la propria eredità digitale — non perché i beni non ci siano, ma perché nessuno sa dove trovarli o come accedervi.
Le piattaforme non hanno l'obbligo di notificare automaticamente gli eredi. Senza credenziali, senza un piano, senza una persona designata, i beni semplicemente scompaiono.
I tuoi beni digitali appartengono a categorie molto diverse, ognuna con le proprie regole di accesso e trasmissione.
Bitcoin, Ethereum, stablecoin, NFT, wallet su exchange e wallet hardware. Senza le chiavi private o il seed phrase, sono irrecuperabili anche con un ordine del tribunale.
Gmail, Outlook, iCloud, Google Drive, Dropbox. Spesso contengono documenti fiscali, contratti, fotografie e corrispondenza di valore legale o affettivo.
Facebook, Instagram, LinkedIn, Twitter/X. Ogni piattaforma ha policy diverse: alcuni profili vengono "memorializzati", altri cancellati, altri ancora restano attivi fino a esplicita richiesta.
PayPal, Stripe, saldi su piattaforme e-commerce, crediti prepagati. Spesso recuperabili con la documentazione corretta, ma solo se gli eredi sanno che esistono.
Siti web, domini, canali YouTube monetizzati, e-book, musica, software. Sono beni con valore economico reale, ereditabili ma spesso dimenticati nel testamento.
Netflix, Spotify, Adobe, Microsoft 365. I contenuti acquistati sono in molti casi licenze non trasferibili, ma il saldo prepagato e i dati rimangono patrimonio degli eredi.
In assenza di un piano chiaro, i tuoi eredi si scontrano con ostacoli tecnici, legali e burocratici che rendono l'accesso ai tuoi beni digitali difficile o impossibile.
Le criptovalute senza chiavi private sono matematicamente irrecuperabili. I wallet dimenticati non sono come un conto in banca: non esiste un ufficio reclami, non esiste un'autorità che possa forzare l'accesso. Chainalysis stima che 3,8 milioni di Bitcoin — oltre 370 miliardi di dollari — siano già andati perduti per sempre.
Anche per account "semplici" come iCloud o Gmail, ottenere accesso senza credenziali richiede spesso un ordine del tribunale. Il Tribunale di Milano nel 2021 e quello di Venezia nel 2025 hanno riconosciuto il diritto degli eredi — ma solo dopo complesse procedure giudiziarie. Nel frattempo, dati e documenti possono essere cancellati dalla piattaforma.
Le criptovalute fanno parte dell'asse ereditario e devono essere dichiarate all'Agenzia delle Entrate in sede di successione. Se gli eredi non sanno che esistono, la dichiarazione sarà incompleta, con potenziali conseguenze fiscali. Allo stesso modo, crediti su piattaforme online o royalties su contenuti digitali vengono spesso semplicemente ignorati.
Senza una persona di fiducia designata, chi viene a conoscenza delle credenziali potrebbe accedere illecitamente agli account del defunto. Allo stesso tempo, profili social non gestiti diventano bersaglio di truffe o vengono sfruttati per scopi inappropriati — un danno alla reputazione post-mortem difficile da arginare.
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Designa le persone di fiducia che riceveranno l'accesso al vault. Ogni erede può ricevere accesso completo o limitato a specifici asset.
Il Safety Timer monitora la tua attività. Se non ti fai vivo per il periodo che hai scelto, il sistema invia avvisi progressivi — a te e agli eredi.
In caso di rilascio, gli eredi ricevono un link monouso. L'identità viene verificata prima di rivelare qualsiasi dato. Il processo è reversibile fino all'ultimo momento.
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